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Quanto è legale la Metrologia Legale in Italia?


Il 10 giugno scorso, al Politecnico di Milano, si è tenuta una interessante Giornata di Studio sulla Metrologia Legale. La giornata è stata organizzata dal Prof. Alessandro Ferrero e dalla Prof.ssa Avv. Veronica Scotti, ed è stata promossa dal Dipartimento di Elettronica, Informatica e Bioingegneria del Politecnico di Milano e dal GMEE, con il patrocinio di AEIT-ASTRI. Alla Giornata di Studio hanno partecipato come relatori, oltre ai Proff. Ferrero e Scotti, Claudio Capozza, Responsabile Ufficio Metrico della Camera di Commercio di Milano.

Le diverse e complementari competenze dei relatori hanno permesso di porre in evidenza, in modo coerente d integrato, i differenti aspetti che fanno della metrologia legale un singolare unicum nel panorama della scienza e della pratica delle misure. Sono quindi stati trattati, forse per la prima volta in un singolo evento, gli aspetti più strettamente metrologici, gli aspetti legali e le problematiche connesse all’attuazione pratica.

In particolare, il Prof. Ferrero ha considerato, nel proprio intervento, come i tre pilastri della metrologia (incertezza, taratura e riferibilità) andrebbero declinati nella metrologia legale, nella definizione e verifica degli errori massimi ammissibili, nella definizione di un piano di verifiche periodiche e nella individuazione di organismi e procedure di verifica.

Successivamente, l’Avv. Scotti ha proposto una panoramica delle leggi vigenti, partendo dal R.D. 7088 del 1890, tuttora vigente e, a parere anche del Sig. Capozza, molto più in linea con i concetti della metrologia di altri più recenti provvedimenti legislativi, ha affrontato il tema del recepimento delle Direttive UE e della legittimità dei DM attuativi, dandone una interessante lettura su aspetti spesso ignorati dai tecnici. Per esempio, ha sottolineato come non solo le circolari delle diverse autorità, ma anche i DM attuativi possono essere disapplicati, in sede di giudizio, se considerati dal giudice contra legem, irragionevoli o illogici. Ha quindi affrontato le diverse responsabilità, in sede penale e civilistica, delle diverse figure coinvolte nelle metrologia legale.

Infine, il Sig. Capozza ha illustrato il ruolo dei laboratori accreditati e delle Camere di Commercio, spiegando l’evoluzione subita nel corso degli anni del loro ruolo, delle loro responsabilità e funzioni, alla luce delle Direttive UE del nuovo approccio. L’intervento ha ottimamente completato i due precedenti, illustrando come aspetti metrologici e aspetti legali debbano necessariamente convivere e, in un certo qual senso, coordinarsi nell’attività di chi è preposto alle verifiche degli strumenti di metrologia legale.

Il titolo, volutamente provocatorio della Giornata di Studio, ha sollecitato l’intervento di più di settanta esperti dei diversi settori interessati a questa tematica, a partire dagli Enti di Accreditamento, ai responsabili di laboratori di prova e di certificazione, ai produttori ed agli utilizzatori di strumentazione rilevante ai fini della metrologia legale, e gli argomenti trattati non hanno certo disatteso le aspettative di chi è intervenuto.

Sembra quindi più che lecito chiedersi se la Giornata sia riuscita a dare una risposta al quesito posto su quanto legale sia la metrologia legale in Italia. Per farlo, i relatori hanno considerato diversi esempi, tutti di stretta attualità, dai contatori di energia elettrica attiva e il relativo recente DM 60/2015, agli etilometri portatili in uso alla forze dell’ordine, agli autovelox.

Il quadro che ne è emerso, pur riconoscendo che qualcosa si sta muovendo nell’ambito delle verifiche periodiche, non è stato, tuttavia, particolarmente confortante. Il DM 60/2015 sui contatori di energia elettrica presenta parecchie criticità sia sul piano strettamente tecnico (su quale base sono stati fissati gli intervalli di taratura, molto più lunghi di quelli vigenti in altri paesi?), sia sul piano giuridico (diverso trattamento per i contatori già in servizio ai sensi dell’art. 22 D.Lgs. 22/2007, non chiara definizione di chi sia il titolare del contatore).

Gli etilometri non si sa se e come vengono tarati, né se l’ente che li verifica (il CSRPAD) abbia un accreditamento metrologico. È recente, e successiva alla Giornata di Studio, la sentenza della Corte Costituzionale che stabilisce che gli autovelox debbano essere tarati. Se da un lato fa piacere vedere riconosciuto dalla Suprema Corte quanto chi si occupa di metrologia va dicendo da tempo, dall’altro è sconfortante costatare che sia stato necessario interpellare la Corte Costituzionale per vedere affermato un basilare principio di misura insegnato in qualunque corso di base di misure.

In conclusione, l’attualità delle tematiche trattate, la lunga strada ancora da percorrere per rendere davvero “legale” la metrologia legale in Italia ed il successo di questa Giornata di Studio hanno suggerito l’opportunità di riproporre queste tematiche con nuovi eventi, a cui sarebbe auspicabile partecipassero anche gli Attori della metrologia legale. Come ha fatto notare il Prof. Ferrero a conclusione del suo intervento, si misura per conoscere e capire, e misura è sinonimo di obiettività e trasparenza, che, nella metrologia legale, non può essere un’opzione. Deve essere la base di tutto, e, in Italia, purtroppo, latita. Al punto che, come ha rilevato l’Avv. Scotti, la metrologia legale, che dovrebbe garantire la lealtà delle misure, appare troppo spesso come metrologia sleale.
Viceversa, come giustamente osservato dal Sig. Capozza, in ogni stato di diritto, la civiltà della misura diventa misura di civiltà. Ai lettori chiedersi quale sia il risultato di questa misura.

 

Per ulteriori informazioni: veronica.scotti@gmail.com

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