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SEGNALATO PER VOI

Conosciamo i Business Angels!
Let us introduce you the Business Angels!

a cura di Franco Docchio


franco.docchio@ing.unibs.it

In the context of Technology Transfer, it is imperative to have access to Institutions, banks or even single businessmen that can provide adequate access to funding for Start-ups. Tutto_Misure interviews Dr. Ferdinando Magnino, since 2004 head of the Business Angel Network of Brescia, who currently collaborates with the local Industrial Association to provide adequate funding to entrepreneurial initiatives and Ideas.

Nel contesto del Trasferimento Tecnologico la disponibilità di enti, di istituzioni o anche solo di singoli finanziatori è essenziale per consentire un adeguato accesso a finanziamenti per neoimprese. Intervistiamo qui il Dr. Ferdinando Magnino, responsabile dal 2004 del Business Angel Network di Brescia, che collabora con l’Associazione Industriali della Provincia di Brescia per consentire a iniziative di start-up un adeguato finanziamento delle idee imprenditoriali.

D: Dott. Magnino, perché i Business Angels e perché una rete che li riunisce?

Era importante, per il tessuto imprenditoriale bresciano, avere un Network di Business Angels (B.A.N.) territoriale aderente al circuito nazionale IBAN, che a sua volta aderisce al circuito europeo EBAN. Infatti, la disponibilità di capitali aventi un buon equilibrio tra rischio e remunerazione, nonché un serio coinvolgimento degli investitori, figurano tra le risorse chiave che permettono a un’azienda di svilupparsi. Fin dagli anni ottanta, in particolare in Gran Bretagna e Olanda, si è potuto constatare che i Business Angels (altrimenti detti "investitori privati informali"), giocano un ruolo importante nel senso sopra descritto; essi infatti hanno un ruolo catalizzatore in materia finanziaria e gestionale e possono stimolare fortemente lo sviluppo delle PMI.

D: Dunque chi sono i Business Angels?

Sono ex titolari di impresa, manager in attività o in pensione, che dispongono di mezzi finanziari (anche limitati), di una buona rete di conoscenze, di una solida capacità gestionale e di un buon bagaglio di esperienze. Essi hanno il gusto di gestire un business, il desiderio di acquisire una partecipazione in aziende con alto potenziale di sviluppo e l'interesse a monetizzare una significativa plusvalenza al momento dell'uscita. L’obiettivo dei Business Angels è di contribuire alla riuscita economica di un'azienda e alla creazione di nuova occupazione. Investitori "informali" nel capitale di rischio è la definizione italiana del termine anglosassone Business Angels.

D: Come si organizzano?

È previsto che i Business Angels si organizzino in reti locali, conosciute come B.A.N. (Business Angels Network); i B.A.N. sono strutture permanenti che consentono ai Business Angels di incontrare imprenditori alla ricerca di capitale e di competenze manageriali.

D: A che cosa serve la rete dei Business Angels?

Il successo di una PMI dipende:
• da un buon Business Plan
• dai mezzi finanziari disponibili
• dalla capacità dell'imprenditore

Un Business Angels Network (B.A.N.) può fornire le soluzioni in quanto:
• assiste alla redazione ed allo sviluppo di un Business Plan
• funge da intermediario finanziario
• accompagna l'imprenditore nelle sue decisioni

Questo avviene, in particolare:
• identificando i Business Angels della propria zona (provincia o regione)
• mettendo in contatto i Business Angels e gli imprenditori
• organizzando dei "forum" con gli investitori
• redigendo e diffondendo pubblicazioni specializzate

L'organizzazione dei B.A.N. è costituita da più soggetti, i quali possono intervenire in maniera visibile e continuativa, direttamente o come sponsor. Ogni rete locale si attiene rigidamente alle regole di comportamento indicate dalle associazioni italiana (IBAN) ed europea (EBAN) dei Business Angels.

Quindi, le attività e il ruolo di IBAN possono così riassumersi:
• Sviluppare e coordinare l'attività di investimento nel capitale di rischio in Italia e in Europa da parte degli investitori informali
• Incoraggiare lo scambio di esperienze tra i B.A.N.
• Promuovere il riconoscimento dei Business Angels e dei B.A.N. come soggetti di politica economica
• Promuovere l'incontro dei Business Angels, degli imprenditori, dei neo-imprenditori e delle aziende
• Contribuire alla realizzazione di programmi locali/nazionali/comunitari finalizzati alla creazione e allo sviluppo di un ambiente favorevole all'attività degli investitori informali
• Mantenere gli opportuni contatti con le organizzazioni internazionali e non, per la realizzazione dei sopracitati obiettivi

Inoltre, l'Associazione Italiana dei Business Angels cura l’attività culturale, associativa, editoriale; costituisce comitati o gruppi di studio e di ricerca e svolge qualsiasi altra azione che si riconosca utile, lecita ed aderente agli scopi dell'Associazione.

D: Si può dunque parlare di una “Mission” dei Business Angels?

Le imprese, in particolare le nuove attività, hanno una crescente difficoltà ad ottenere risorse finanziarie, poiché non sempre sono in grado di apportare le necessarie garanzie. Gli attori del capitale di rischio ritengono che non sempre le idee imprenditoriali riescano a tradursi in progetti d'impresa profittevoli. La rete dei Business Angels fornisce capitale di rischio e strumenti concreti a imprenditori e investitori per costruire imprese vincenti.

D: Con queste premesse, a chi può interessare la rete dei Business Angels?

A nuovi imprenditori, a dirigenti di azienda già avviata o a manager di grande esperienza,a chi ha già creato una sua azienda, o a chi l’ha appena ceduta, e in generale a chi è sensibile al fatto di creare nuove imprese e nuova occupazione. A tutti costoro l’IBAN si rivolge per farli entrare nella sua rete.

D: Qualche numero?

Negli scorsi mesi di gennaio e febbraio, IBAN ha condotto l’indagine per la raccolta dei dati sulle operazioni fatte in Italia nel settore dell’Informal Venture Capital. Esaminando i dati del 2009, è possibile affermare che il mercato italiano dell’Angel Investing ha registrato una sostanziale tenuta rispetto all’anno precedente, con particolare riferimento all’ammontare investito (circa 31 M/€). Significativo, invece, il numero dei deal chiusi (più di 200), quasi un raddoppio su base annua (120 nel 2008). Si può quindi evidenziare un aumento delle operazioni, ma con un taglio medio investito inferiore.
Nel corso del periodo gennaio-marzo 2010 sono state ricevute circa 100 proposte di business; l’80% provenienti dalle regioni dell’Italia settentrionale; i principali settori sono ICT, Servizi alle Imprese e Clean-tech; l’80% è collocato nelle fasi seed e start-up. Si ricorda che per ogni progetto in arrivo, l’Associazione si fa carico di un primo screening valutativo, volto all’ottenimento degli approfondimenti per una maggiore chiarezza ed omogeneità della idea di business.

D: Come si relaziona la rete dei Business Angels con la rete del Venture Capital?

Lo scorso 25 marzo a Roma, in occasione dell’evento “Emerging Companies”, IBAN e Rete Venture, società controllata dal CNR e che agisce come soggetto specializzato nella valorizzazione della proprietà intellettuale, hanno siglato un Protocollo di Intesa per lo svolgimento di iniziative e programmi a favore di operazioni di trasferimento tecnologico e creazione di impresa dalla ricerca. Nello specifico, IBAN si adopererà nella valutazione, scouting e formazione di proposte progettuali del CNR, che Rete Venture avrà preventivamente selezionato, con l’impegno poi ad organizzare congiuntamente appositi Forum di Investimento Early Stage, al fine di testare i risultati conseguiti.

 

Ferdinando Magnino, dottore commercialista in Brescia, è il responsabile del B.A.N. Brescia dal 2004. Ha contribuito a creare start up per diverse iniziative imprenditoriali, convogliando capitali e managerialità su idee di business in nuce. Ha partecipato a svariate presentazioni di IBAN presso Università Italiane, anche quale Presidente alla premiazione del Master MBA della Fondazione CUOA di Padova.

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