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EDITORIALE

Documenti: il malcontento di Docenti e Ricercatori nelle Università Italiane
Discontent of teachers and researchers of Italian Universities


MOZIONE DEI RICERCATORI DELLA FACOLTA’ DI INGEGNERIA DELL’UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI BRESCIA (12/04/2010)

I ricercatori della Facoltà di Ingegneria dell'Università degli Studi di Brescia, riuniti in Assemblea allo scopo di discutere:
a) la situazione attuale dell'ateneo bresciano e della realtà accademica nazionale, pesantemente condizionata dai recenti tagli al finanziamento ordinario e dagli assetti prospettati dal Disegno di Legge Gelmini;
b) il ruolo del ricercatore universitario, le sue prospettive e il suo contributo al mantenimento dell’offerta formativa degli atenei;

Riconoscono che:

- il DdL Gelmini non risolve il problema dello stato giuridico dei ricercatori, ratifica la messa ad esaurimento della figura del ricercatore a tempo indeterminato, senza prevedere alcun riconoscimento giuridico dell’attività didattica frontale da essi fino ad oggi svolta;
- le regole previste dal DdL Gelmini, unite al drastico taglio ai finanziamenti, annullano di fatto qualunque reale prospettiva di carriera, ed introducono colpevolmente motivi di competizione tra i ricercatori attuali e quelli a venire;
- il ruolo del ricercatore e del “nuovo ricercatore precario” vengono resi completamente subalterni e privati di ogni diritto partecipativo gestionale agli organi degli Atenei, che di fatto sono trasformati surrettiziamente in fondazioni in un’ottica di progressiva privatizzazione della ricerca italiana;
- il blocco del turn-over previsto dalla Legge finanziaria del 2009, unitamente alla progressiva riduzione delle risorse per le Università pubbliche, determinano un sostanziale depauperamento del patrimonio di conoscenze, competenze e risorse umane degli Atenei italiani.

L'Assemblea manifesta, dunque, ferma opposizione al quadro normativo che si prospetta.
Essa, inoltre, chiede che:

• vi sia un deciso pronunciamento da parte dei maggiori organi accademici riguardo l'inconsistenza di una riforma a costo zero del sistema universitario, che deve rimanere una risorsa pubblica fondamentale;

• venga suggerito al legislatore l’introduzione di regole e norme per il reclutamento e la crescita professionale, che tutelino effettivamente il merito e valorizzino il capitale umano delle Università, anche tramite il riconoscimento del diritto di avanzamento di carriera dei ricercatori di ruolo, prevedendo una selezione rigorosa ma equa, ed un rinnovamento ciclico e continuo del corpo docente;

• vengano compiuti in tutte le sedi opportune (CRUI, CUN, conferenze dei presidi) tutti gli sforzi possibili al fine di indurre il legislatore alla riscrittura di quelle norme discriminatorie e lesive della dignità del ricercatore universitario presenti nel DdL, riconoscendo e premiando il ruolo e l’attività che i ricercatori attuali hanno svolto per l’università italiana ben oltre i propri compiti istituzionali;

• si predisponga un censimento dell'attività didattica complessiva per fascia di docenza (professori ordinari, associati, ricercatori), allo scopo di evidenziare quanto sia indispensabile l’apporto dei ricercatori, principalmente impegnati in attività di ricerca, al mantenimento dell’offerta formativa.

Si ritiene inoltre non più derogabile l'avvio di forme di sensibilizzazione del Parlamento e dell'opinione pubblica che facciano risaltare la situazione gravemente sofferente delle strutture universitarie, auspicando anche una azione di collegamento tra le varie componenti accademiche e tra differenti sedi universitarie.

L'Assemblea dei ricercatori ritiene che il DdL Gelmini, punto finale di un processo degenerativo che dura da anni non imputabile ad una sola parte politica, leda irrimediabilmente la dignità, il decoro e l’amor proprio di un’intera categoria. Pertanto, a partire dal prossimo anno accademico, ha deciso di sospendere la disponibilità ad ogni incarico didattico che ecceda i compiti che la legge prevede per il ruolo di ricercatore, in attesa di un accoglimento delle proprie richieste che intervenga durante il dibattito in corso dello stesso DdL presso il Senato della Repubblica.

Chiedono altresì sostegno nella loro protesta a tutte le componenti del sistema universitario italiano e dell’Università degli Studi di Brescia in particolare.

Infine, i ricercatori della Facoltà di Ingegneria dell'Università di Brescia sostengono a livello nazionale le posizioni del Coordinamento Nazionale dei Ricercatori Universitari (CNRU).

Aderiscono alla mozione 64 ricercatori della Facoltà di Ingegneria.

 

COMUNICATO STAMPA DELLA FACOLTÀ DI INGEGNERIA DELL’UNIVERSITÀ DI CASSINO (04/06/2010)

I docenti della Facoltà di Ingegneria dell’Università di Cassino proclamano lo stato di agitazione permanente per protestare contro i tagli previsti dalla legge Finanziaria. A partire dal 15 giugno saranno sospese a tempo indeterminato tutte le attività didattiche: esami, tesi di laurea, lezioni, esami di stato (fatta esclusione delle prove le cui date sono fissate dal Ministero).
La protesta nasce a seguito dei provvedimenti presi dal Governo che penalizzano fortemente i docenti universitari. Pur riconoscendo al Governo stesso la volontà di riformare il sistema universitario, introducendo elementi ampiamente condivisibili tesi a valutare l’operato dei professori universitari per premiare i meritevoli e penalizzare chi non fa il proprio dovere, alla prova dei fatti si introducono tagli che colpiscono indiscriminatamente tutti i docenti. La finanziaria prevede, infatti, un taglio complessivo della retribuzione dei docenti stimato dallo stesso Governo in 300 Milioni di euro per il triennio 2011-2013. Tale riduzione è strutturale e produrrà effetti crescenti nel tempo. Ad esempio il Governo stima che nel triennio 2014-2016 la riduzione complessiva sarà di 543 Milioni di Euro.

Pur non volendosi sottrarre ai necessari sacrifici imposti a tutti i cittadini dalla difficile situazione economica del Paese, si rimarca l’abnorme penalizzazione richiesta ai circa 60.000 docenti universitari italiani ai quali viene imposto un sacrificio assolutamente non in linea con le proprie capacità reddituali.
La situazione è resa ancora più delicata dalla circostanza che i sacrifici previsti dalla finanziaria, essendo perpetui, ricadranno in misura maggiore sulle spalle dei docenti più giovani e con retribuzioni minori. A puro titolo di esempio, un Ricercatore di 30 anni neoassunto, dopo 5 anni di precariato e con una retribuzione netta mensile di 1300 €, subirà una perdita retributiva netta di circa 11.000€ nel triennio 2011-2013 e di circa 125.000€ nell’intera sua vita lavorativa. Un Professore Associato di 43 anni, con una anzianità ricostruita di 7 anni nel ruolo, avrà una perdita retributiva netta di circa 9.000 € nel triennio 2011-2013 e di circa 145.000€ nell’intera sua vita lavorativa. Un Professore Ordinario di 67 anni, con una anzianità ricostruita di 34 anni nel ruolo, avrà una perdita retributiva netta di circa 10.000€ nel triennio 2011-2013, coincidente con quella della sua vita lavorativa.

Le iniquità della manovra sarebbero, poi, ancora più evidenti se si considerassero anche le riduzioni che si avranno sulle pensioni e sul TFR, soprattutto dei più giovani. Anche i precari dell’Università vedono frustrate le loro legittime aspirazioni dal provvedimento della finanziaria che obbliga gli Atenei a cancellare il 50% dei contratti in essere.

In sintesi, si continua a penalizzare l’Università nonostante i continui e superficiali proclami di tenore opposto. I tagli decisi dalla Finanziaria impattano drammaticamente sulle retribuzioni dei docenti, già inferiori a quelle degli altri paesi avanzati, con un particolare aggravio sugli stipendi dei più giovani. I docenti della Facoltà di Ingegneria dell’Ateneo cassinate si augurano che, in tempi rapidissimi, possano aggiungersi alla loro protesta i docenti delle altre Facoltà dell’Ateneo e degli altri Atenei italiani, in modo da potere chiedere con forza al Governo di apportare le opportune modifiche al DDL recante “misure urgenti di stabilizzazione finanziaria e competitività economica” in sede di sua conversione in legge.

 

COMUNICATO DELL’UNIVERSITÀ DEL SANNIO (15/06/2010)

L'assemblea dei Docenti e Ricercatori della Facoltà di Ingegneria, riunitasi il giorno 15 giugno, preso atto delle iniziative di protesta dei colleghi delle Facoltà di Ingegneria delle Università “Parthenope” di Napoli e di Cassino, in relazione ai tagli all'Università previsti dalla manovra finanziaria in discussione nel Parlamento Italiano, ulteriore esempio di attacco alle attività di ricerca e didattica, proclama lo stato di agitazione e decide di sospendere le sedute di esame di profitto e di laurea a partire da giovedì 17 giugno. In questo periodo saranno previste assemblee aperte agli studenti per informarli dei motivi dello stato di agitazione e delle conseguenze del disegno di legge “Gelmini” e della manovra correttiva finanziaria 2010.

L'assemblea si riconvoca giovedì 24 giugno, alle ore 10, per valutare nuove decisioni a riguardo.

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